Come valorizzare la scelta dell’Arpa in un matrimonio (cerimonia)

Elegante, raffinata, di tendenza: anno dopo anno l’Arpa si conferma come uno degli strumenti musicali più richiesti per celebrare le nozze. 

“Volevamo qualcosa che non si fosse già visto altrove”. 

“Ho sempre amato l’arpa fin da bambina, ho sempre immaginato di averla al mio fianco per il mio matrimonio”.

“Siamo una coppia a cui piacciono le cose belle, amiamo l’arpa non solo per il suono ma anche perché è esteticamente bella da vedere”. 

Qualunque siano le motivazioni, a volte ampiamente condivise e altre prettamente personali, da sola o affiancata da una voce o da un altro strumento musicale, l’Arpa non passa inosservata durante un matrimonio.

Sceglierla, tuttavia, non basta. 

Non è sufficiente avere una bella idea se poi non si impiega nel migliore dei modi. Mi duole dirlo, ma a volte è un peccato precludersi la possibilità di fare molto di più con un’arpa a disposizione.  Ecco quindi di seguito alcuni consigli che come arpista ho pensato di darvi, traendo spunto dalla mia esperienza reale su campo . Siete pronti? Cominciamo!

  • Meglio non scegliere i musicisti a caso. Non è necessario scegliere un progetto fisso e “a blocco”. I musicisti professionisti riescono a interagire tra di loro senza mille prove e a distanza perché parlano un linguaggio comune e ampiamente praticato. Siamo certi, tuttavia, che ci sia (o ci sarà) una buona cooperazione tra i musicisti che abbiamo scelto in modo “sparpagliato?”. Faccio un esempio e con questo rivelo un piccolo “backstage” del nostro ambito.  Da un musicista che ha un proprio progetto, fortemente strutturato e auto-direzionato, ovviamente non potremo aspettarci la “valorizzazione” di eventuali musicisti esterni. Se chiamate quindi il gruppo A e ad esso aggiungete l’arpa come elemento esterno, sappiate che nell’80% dei casi l’arpista riceverà la scaletta due giorni prima, se il gruppo A ha una cantante probabilmente non gli dirà neanche le tonalità fino ad allora (non per male ovviamente, semplicemente spesso questi musicisti non sono usi a suonare insieme a un’arpa) e come vedremo più avanti questo è un disastro per l’arpista (che deve gestire la tonalità attraverso i pedali o ancora peggio le levette dell’arpa celtica) e quindi sarà costretto a semplificare le parti e a essere meno efficiente. Soluzione? Accertatevi  che i musicisti che avete scelto abbiano già suonato insieme, o suonino spesso insieme ai matrimoni, che non siano “indifferenti” gli uni verso gli altri o che quantomeno siate sicuri che il musicista esterno sia sempre informato di eventuali scelte sul repertorio/tonalità del “Gruppo A”. Non è necessario essere “cultori della musica” per sentire a pelle se una cosa funziona o non funziona, in un caso o nell’altro la musica “arriverà”, perché è profondamente insita nel DNA dell’essere umano. Poi per carità, la musica e la presenza dell’Arpa a un matrimonio sono sempre piaciuti… però … io ho detto la mia a riguardo.
  • Non pianificate la scaletta musicale troppo tardi. Alcuni strumenti sono molto più versatili dell’Arpa e più facilmente inclini all’improvvisazione. Purtroppo spesso è raro trovare un arpista che sappia suonare ad orecchio, le cause vanno ricercate nella meccanica dello strumento: soprattutto i pedali, che vanno graficamente scritti sullo spartito. A prescindere da chi sia l’arpista, cercate di concordare i brani (e di conseguenza l’arpista organizzerà le tonalità con i cantanti) almeno un mese prima, in modo da dargli il tempo di organizzare le parti ed eventualmente studiarle bene. 
  •  La posizione in chiesa. Estate 2020. Celebrante: “Si sposano gli sposi, non si sposa l’arpa. Mettiti in fondo alla chiesa vicino alla porta”. FINE. Devo aggiungere altro? Nonostante la mia insistenza (che non era certo voglia di celebrità! Ma voglia di rendere felici gli sposi) il celebrante, non essendo stato informato dell’Arpa durante la cerimonia, ha  messo Arpa, Violino e Cantante in fondo alla chiesa, vicino all’ingresso. Epilogo? Non ci si è visti,  il suono arrivava dalle spalle degli invitati, noi suonavamo congelati sotto il condizionatore (posizionato comunque, sopra l’organo della chiesa: povero organista). Questo è uno dei casi effettivamente drastici circa il posizionamento dei musicisti. Molto più semplicemente molto spesso ci troviamo a suonare posizionati “dietro a una colonna” (accade spesso nei due duomi di Modica di San Pietro e San Giorgio). Ci sentiamo ma non ci vediamo e va bene così, se non è importante per voi. Se però ci tenete a vedere i musicisti (e soprattutto sfruttare la presenza scenica dell’Arpa) allora parlatene con il celebrante in modo che vi consenta di posizionarci al lato destro (il migliore per l’arpa, in modo che l’arpista non sia coperto dalla cordiera) o eventualmente il sinistro, alla debita distanza “dal rito”: non dobbiamo, ovvero, essere neanche troppo vicini. Come ha detto il celebrante .
  • La compresenza dell’Arpa e un altro strumento polifonico (piano digitale, organo). Allora, partiamo dal presupposto che non è una scelta totalmente negativa. Il pianoforte o l’organo danno quel “riempimento armonico” in più che non guasta mai. Se tuttavia la vostra idea è di “godere a pieno del suono dell’arpa” sappiate che il suono risulterà “mascherato” o comunque “fuso” insieme a quello del piano o dell’organo. Personalmente in ogni caso penso che l’effetto sia di grande ricchezza, l’importante è essere consapevoli del fatto che sia quello che effettivamente volete. Il piano digitale può apportare degli effetti molto belli alla resa generale dell’eventuale duo/trio/quartetto. In tal caso però avrete durante la vostra cerimonia, molto probabilmente, tutti gli strumenti amplificati, delle casse ai margini della cerimonia, fili etc. Siamo, insomma, piuttosto lontani dall’estetica visiva e sonora di un servizio “in acustico”. Nel caso durante il vostro matrimonio ci sia l’organo allora meglio adoperarlo strategicamente: è perfetto durante l’Ingresso Sposa e l’uscita Sposi. Personalmente penso che l’ingresso sia molto più solenne con l’organo, mentre con l’Arpa tutto si svolge in modo piuttosto delicato, seppur estremamente raffinato, io ovviamente sono di parte! 😉 
  •   La cantante copre il suono dell’Arpa? Il violino copre il suono dell’Arpa? “Ho chiamato quella cantante famosa, ha una gran voce, quindi l’arpa sicuramente viene coperta”. O ancora: “Il violino ha un suono troppo acuto, l’arpa non si sentirà”. Sono contento per la strepitosa voce della cantante, ma “no”. Per coprire il suono dell’arpa, caldo e pieno (soprattutto nel caso dell’arpa classica), 47 corde con tutto il range dai suoni più bassi ai suoni più alti, la cantante o il violinista dovrebbero impegnarsi molto, occupandosi soprattutto del range di suoni acuti. In ogni caso, molto spesso, siamo amplificati e possiamo quindi livellare ed equilibrare i suoni. Non preoccupatevene. L’unico suono che eventualmente può coprire l’arpa, come vi dicevo prima, è l’organo o un piano digitale. (Per la cronaca, il Duomo di San Giovanni a Ragusa suole amplificare l’organo a otto milioni di decibel. E’ una delle chiese che mi mette acusticamente più alla prova pure se porto l’amplificazione XD). 
    • Arpa Classica o Arpa Celtica? Ci avviciniamo alla fine di questo articolo. Questa è una delle domande che mi fanno quasi sempre gli sposi. Sono arpe, ma in un certo senso sono due strumenti differenti. Sorvolando sul “tipo di arpa che vi piace di più” visivamente e per il suono, mi concentrerò piuttosto su alcune situazioni in cui è meglio avere l’una piuttosto che l’altra. Se c’è una cantante per l’arpista è sempre meglio avere l’Arpa Classica. La presenza dei pedali infatti consente di destreggiarsi tra le varie tonalità ed eventuali cambi molto più facilmente (cambiare tonalità con l’arpa celtica vuol dire molto spesso riscrivere tutto il brano). Sappiate inoltre che non tutti gli arpisti consentono questa “scelta”. Nel 90% dei casi l’arpista vi porterà un’arpa classica e basta. L’Arpa Classica è ancora preferibile in grandi ambienti come duomi o cattedrali. Non è tanto una questione di suono, quanto di estetica visiva. Personalmente ho sempre pensato che in ambienti grandi è meglio “sostenere” l’estetica del setting con un’arpa grande (la classica è alta 1.90, la celtica 1.54). Quando è preferibile l’arpa celtica? Ovviamente in ambienti più piccoli (la mia Una della Salvi Harps ha un gran volume sonoro! Riempie alcuni ambienti senza neanche aver bisogno dell’amplificazione. E’ ideale nelle stanze al chiuso delle cerimonie civili, in alcune piccole chiese di campagna (quelle che possono contenere 60/70 invitati, ad esempio) o ancora le stanze di palazzi nobiliari dove si svolgono le cerimonie civili. Ancora, è molto bello utilizzare l’arpa celtica all’aperto, in contesti naturali (è anche comodo per l’arpista perché portare l’arpa classica con il carrello su un terreno dissestato è un incubo, nonché molto pericoloso). Se l’arpa è all’aperto (a prescindere che si tratti di classica o celtica) quasi sicuramente comunque andrà amplificata, nel caso ci siano molto invitati e, ovviamente, nel caso ci siano punti luce a cui attaccarsi con l’amplificazione (in spiaggia difficilmente troviamo attacchi di corrente, ad esempio, salvo eventuale vicinanza di chalet). 
    • Formazioni vincenti. Spero di esservi stato d’aiuto con questi piccoli consigli. Ecco qui di seguito alcune formazioni vincenti. Arpa e Violino! Molto richiesto e perfettamente bilanciato. L’arpa si occupa dell’accompagnamento e il Violino del canto, della melodia, di eventuali virtuosismi melodici (l’arpista si occupa dei virtuosismi accordali e, ovviamente, grandi arpeggi!). Arpa e Flauto: posso dirlo? Il mio preferito. Molto più dolce e bucolico di Arpa e Violino, (il violino rende tutto estremamente passionale) mi piace perché mi ricorda sonorità più antiche. Inoltre c’è “una caterva” di repertorio per Arpa e Flauto. La mia preferenza è tuttavia estremamente personale e non deve influenzarvi, riconosco che Arpa e Violino (che va per la maggiore) resta comunque uno dei connubi vincenti. Arpa e Voce, più delicato del violino ma egualmente emozionante e affascinante. La voce spesso “cattura parecchie attenzioni” e influisce nella stesura della scaletta perché verranno prediletti brani cantati ai brani strumentali. Arpa, Violino e Voce: splendido trio in cui possiamo alternare brani strumentali a brani vocali. Quando tutti e tre suonano insieme allora anche il Violino si occuperà di arricchire l’accompagnamento (con seconde voci etc) mentre la voce si occuperà della melodia principale. Attenzione in questo caso a scegliere bene il tipo di voce: una voce “lirica” aggiungerà un tocco più classico e concertistico al trio, una voce “leggera” ci condurrà in una atmosfera più soave e, per così dire, “pop”. ATTENZIONE, in alcune chiese, (soprattutto a Ragusa) la cantante solista è vietata! Così come altri strumenti singoli. Nella chiesetta presente all’interno del Castello di Donnafugata non volevano nemmeno l’arpa: “Questo strumento non è liturgico!” —-> Sorry Nerone, Sorry antichi greci, Sorry Re Davide special guest della Bibbia: you’re fired! Non sei più liturgico. E ancora: Arpa, Violino e Violoncello? E’ uno splendido trio che arricchisce dei bassi il duo arpa e violino. E concludiamo con: Arpa e Quartetto d’Archi! Che dire? Una mini orchestra per il vostro matrimonio. Una formazione stupenda, elaborata, completa. Due cose da valutare però: 1) il costo totale del servizio (cinque musicisti) e 2) C’è lo spazio dove metterli?!!!! 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.